martedì 2 settembre 2008

Intervista con il Maestro Giancarlo Cafferata.

Il Maestro Giancarlo Cafferata ha concesso un'intervista per i lettori di Primavere e Autunni dove spiega come sono nate la sua passione per l'Arte e l'idea di fondare il Centro Studi Discipline Orientali 2000 insieme al Maestro Luca Ghinolfi.

-Come è nata la sua passione per l’Arte?
È nata perché quando Ghinolfi ed io abbiamo assistito alla competizione dei Campionati Europei ne siamo rimasti entusiasti. Ne avevamo già sentito parlare, ma averla vista dal vivo, applicata, ci ha stimolati ed abbiamo intrapreso la pratica del Karate.

-Fu una decisione che prendeste insieme?
Sì, decidemmo insieme di iniziare la Pratica. Io e Ghinolfi facevamo molte cose insieme, è sempre stato un buon amico ed un uomo con delle belle iniziative.

- Per quale motivo ha deciso di aprire e gestire una società di Arti Marziali?
Volevamo divulgare l’Arte nel Tigullio (N.D.S. il Tigullio è una zona del levante ligure che va da Portofino a Sestri Levante), a quei tempi le uniche palestre erano o a Genova o a La Spezia e quindi non alla portata di tutti. Così grazie all’entusiasmo di Ghinolfi e con il supporto del Presidente Livio Tunesi abbiamo dato il via allo studio locale di quest’Arte.

-Incontraste delle difficoltà?
No, non mi pare, da quel che ricordo il nostro era un buon Presidente che sapeva districarsi egregiamente nelle varie pratiche burocratiche.

- Che cosa ha significato per lei l’Arte?
L’Arte è stata sicuramente un’esperienza positiva, mi ha portato un certa tranquillità a livello interiore, mi era anche più facile esprimere il mio stato d’animo. Inoltre, grazie ad essa, potevo conoscere altre persone con la stessa passione. È stata un’esperienza non tanto lunga ma molto forte.

- Non tanto lunga? Quanto è durata la sua pratica?
Se parliamo del Karate andiamo dal 1967 fino al 1973. Io e Ghinolfi, avevamo iniziato insieme, cominciammo a praticare a Genova sotto la guida del Maestro Multari. Dopo aver fatto un anno di preparazione con lui proseguimmo con il Maestro Parisi con il quale, nel 1970, passammo l’esame di cintura nera. Con noi praticava Ennio Falsoni, un bravo Karateka.

- Che cosa significa ancora adesso l’Arte?
Che dire, è un bel ricordo e niente più, ormai ho smesso, ne sono “uscito fuori” però resta una bellissima esperienza. Diciamo che ha anche ampliato i miei orizzonti per quanto riguarda la vita al di fuori di essa. Ancora adesso quando assisto ad una manifestazione sono sempre entusiasta di vederla, anche se devo ammettere che, rispetto ai miei tempi noto una certa decadenza nella qualità che mi pare più limitata.

-Che tipo di decadenza?
Non vedo più quell’etica di Arte Marziale che ci era stata insegnata dal Maestro Parisi (o quando partecipammo ad uno stage con il Maestro Shirai). Il Karate ora è molto diverso da quello che si praticava ai miei tempi, e non mi lamento solo della preparazione atletica, ma anche dell’Arte da intendere come disciplina e modo di vivere.

-Grazie per la disponibilità ed il tempo concessomi.
Di niente, grazie a te.


4 commenti:

- A - C - ha detto...

La decadenza.... ecco che improvvisamente questo termine risuona come una bomba.
Un male apparentemente incurabile che ha attraversato anche la nostra breve (ma non brevissima) esperienza di arti marziali.

ciaooo!

P.S. ti sei dimenticata di mettere i nomi dei luoghi che delimitano il tigullio: "...è una zona del levante ligure che va da a)"

Serena Castagnola ha detto...

Già...e chi l'avrebbe mai detto poi vero? quando abbiamo iniziato era tutto un po' quasi surreale e poi...
(grazie vado a correggere subito ^.^)

Anonimo ha detto...

Si puo' saper quali alti agganci hai per poter ottenere tutte queste interviste, visto che soprattutto i Maestri non sono sempre disponibili a concederle?
In poche parole sono un po' invidioso...
Ciao e complimenti!

D.N.

Serena Castagnola ha detto...

non si svelano mai i segreti professionali ;)