lunedì 20 ottobre 2008

Tai Chi Chuan: cura per il diabete.

Ringrazio ancora una volta Maninellenuvole per questa segnalazione sui benefici del Tai Chi Chuan.
Il British Journal of Sports Medicine ha pubblicato un articolo riguardante due ricerche sul Tai Chi come cura per il diabete, una portata avanti a Taiwan ed una in Australia.
A Taiwan sono state messe a confronto 30 persone affette dal diabete di tipo 2 con 30 persone sane. I pazienti diabetici si sono sottoposti a 12 settimane di allenamenti di Tai Chi Chuan con 3 sedute settimanali di un'ora l'una. Alla fine di questa sessione di allenamenti le analisi hanno rilevato un calo di zucchero nel sangue ed un potenziamento del sistema immunitario. Lo studio Australiano ha riportato gli stessi risultati su un campione più piccolo di 11 pazienti. Inoltre sono stati rilevati una diminuzione del peso, una diminuzione della pressione del sangue ed una maggior resistenza all'insulina.
Il risultato finale è quindi, ancora una volta, a favore del Tai Chi Chuan che conferma i suoi benefici sulla salute dei pazienti che, grazie ad esso, possono aver un maggior controllo sulla malattia.

mercoledì 15 ottobre 2008

3rd World Traditional Wushu Championships 2008.

I campionati si terranno nella città di Shiyan nella prefettura di Hubei dal 28 ottobre al 2 novembre.
Scopo principale di questa Competizione non è tanto l'aspetto agonistico quanto quello storico, infatti sarà presentata più che altro come una sorta di "Festival del Wushu". Si terranno per tutta la città esibizioni e cortei per coinvolgere il più possibile il pubblico mostrandogli il percorso storico delle Arti.
Visto lo scopo, principalmente educativo, del torneo, è stata scelta la città di Shiyan nei pressi della quale si trovano i celeberrimi monti Wudang sui quali, si dice, sia stato creato per la prima volta il Tai Chi Chuan.

sabato 27 settembre 2008

Jet Li: le origini.

Shaolin Temple è il film che ha dato il via alla straordinaria carriera di Jet Li nel mondo del Cinema di Arti Marziali.
Ecco qua alcuni spezzoni.

sabato 20 settembre 2008

Wushu The Movie.

Il nuovo film diretto da Antony Szeto verrà rilasciato in cina tra la fine di settembre ed ottobre.
Szeto, il quale ha anche dato origine alle coreografie dei combattimenti all'interno della pellicola, ha affermato di voler rendere le lotte il più realistico possibile ed infatti, per amor del vero, all'interno del film non troveremo uno stile standard ad accompagnare i protagonisti, ma vari stili del Wushu quali Sanda, Southern Fist, Shaolin ecc...
Il cast del film è garantito in primis dallo stesso Szeto che fu membro del Team Australiano e si allenò nell'Università dello Sport di Beijing, e da numerose partecipazioni di valore quali quelle di Sammo Hung, Liu Feng Chao e Wang Wen Jie.
Ecco i trailer:


sabato 13 settembre 2008

Ragazze Musulmane praticano Wushu.

Queste ragazze della scuola di St. Maaz mostrano in un servizio di Sky News le loro abilità acquisite nella pratica del Wushu.

lunedì 8 settembre 2008

What is Wushu? Wushu is my life.

Ovvero “Oggi è un buon giorno per morire”.
Scrive Alfredo Tucci nell’editoriale di Budo International di giugno 2008: “[…]una volta chiamato, il Ronin entra in azione con tutto il suo essere. Così la sua formazione glielo impone ed è lì, in quella dedizione assoluta, che radica tutta la forza del suo archetipo. […] Per il Ronin questo è possibile grazie al suo disinteresse, ma non di meno per la sua passione. […] Disinteresse totale, al quale ha già consegnato la sua vita e non sembra toccato dalla morte, perché essa è un destino ineludibile e totalmente assimilato.” A questo fa riferimento il detto Lakota sopra citato. I Ronin sono i Samurai erranti il cui codice recita: “Se mi chiamano vado, se no non vado”. Discreti, dediti al loro ruolo, disinteressati a ciò che risulta essere dannoso o non conforme. Perché parlare ora dei Ronin e della loro dedizione? Perché ultimamente ci si è trovati di fronte a molte, troppe, idee errate delle Arti Marziali. Idee che nascono da incomprensioni e incompetenze in materia ed idee che nascono da tristi verità.
Il primo gruppo include, al primo posto, il luogo comune di violenza e irascibilità del Praticante di Arti Marziali. Questa affermazione nasce in primo luogo dall’ignoranza in questo campo ed in secondo luogo da un effetto collaterale del secondo gruppo di idee. Praticare un’Arte Marziale non è come iscriversi in una palestra per fare aerobica o pesi. Praticare significa intraprendere uno stile di vita, dove l’aspetto del combattimento è, come grado di importanza, ultimo in classifica. Ai primi posti vi sono ricerca, consapevolezza, autocontrollo. Ricerca all’interno delle Arti Marziali e di se stessi, consapevolezza di poter risolvere situazioni di tensione e dei propri limiti, autocontrollo perché arrivare allo scontro è sentito come una situazione di sconfitta.
Nel gruppo delle tristi verità rientrano, purtroppo, numerosi casi di Palestre fittizie fondate da tanti nessuno che si sono inventati maestri. Tanti nessuno con una laurea in Marketing e Comunicazione, però. Questi “maestri” riescono a vendere ottimamente il loro prodotto pur non avendo alle spalle nessun tipo di ricerca nel campo se non quella su libretti scritti da loro simili. E da qua la decadenza che ormai affligge le Arti Marziali. Perché alla fin fine è un circolo vizioso: da queste palestre usciranno tanti nessuno violenti ed irascibili che andranno in giro a fondare altrettante società senza fondamenta. Così avremo tante palestre piene di burattini che si recano svogliatamente all’allenamento e che una volta lì guardano solo all’aspetto aerobico ed intanto testa e cuore vagano in altri luoghi.
Ecco come le Arti Marziali si trasformano in sport.
Alfredo Tucci, sempre nello stesso editoriale, scrive ancora: “Se le Arti Marziali hanno qualcosa di diverso è proprio il cuore; se sono qualcosa, sono un cammino con il cuore; se valgono a qualcosa, è perché si praticano con il cuore.” Ed è effettivamente proprio questo che fa la differenza: il cuore. Che poi può essere visto sotto forma di passione, di amore incondizionato, di dedizione.
Le Arti Marziali non si praticano nelle palestre super tecnologiche, si praticano con un Maestro, uno di quelli veri, dove capita, dove si può, anche in un parco all'aperto nel mezzogiorno estivo o sotto la pioggia. Perché l’Arte dà, incondizionatamente, a chi pratica e a chi insegna. Dà tutto quel che serve, quel che si desidera, quel di cui si ha bisogno, ed il tutto finisce per diventare un amore reciproco.
Tucci conclude così il suo editoriale: “ Che la passione vi consumi ogni giorno in quel fuoco interiore creativo che si chiama vivere, liberi e al tempo stesso impegnati, nell’implacabile stile dei Ronin: Liberi da ogni legame, ma dediti senza misura nella realizzazione della via con il cuore.” Per non vivere vite grigie e per Praticare come è giusto che sia. Perché in fondo, come (mi) disse maninellenuvole chi è un Praticante può smettere di allenarsi in palestra, ma non smetterà mai di farlo nel cuore.
Jaiyou!

sabato 6 settembre 2008

Con le Scarpe il Dao e il Kimono.

Per Xu Huihui niente pinne fucile ed occhiali sulle spiagge quest'estate, ma la tenuta da allenamento ed il fedele Dao (Sciabola), lo dimostra questo video cella CCTV (emittente televisiva Cinese) che ha intervistato l'Atleta della Nazionale Italiana.
Il video è fruibile al seguente link (anche se bisogna accontentarsi di guardare le immagini a meno che non si abbia qualche rudimento di lingua cinese):
CCTV Xu Huihui

Ed in mancanza di video più specifici riguardanti la Nazionale al Torneo Olimpico ci si può consolare con qualche foto.

(Xu Huihui mostra la sua medaglia d'argento)

(Xu Huihui in compagnia della Madre)

(Gli Atleti e gli Allenatori della Nazionale)